Sartoriale per scelta

Base Digitale all'AI Week 2026

In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nelle strategie delle aziende, parlare di tecnologia significa parlare anche di controllo, resilienza e sovranità digitale.

È da questa riflessione che è nato il nostro intervento all’AI Week 2026, dal titolo “Sartoriale per scelta: perché il futuro della Customer Experience si costruisce in Europa”, portato sul Main Stage da Jean-François Cabie, Managing Director & Chief Commercial Officer di Base Digitale.

Oltre il mito della piattaforma universale

Per anni il mercato della Customer Experience ha inseguito l’idea della piattaforma unica, globale e standardizzata: una soluzione capace, almeno in apparenza, di adattarsi a ogni azienda, settore e processo.

Ma la realtà è diversa.

Ogni organizzazione ha una propria identità, una propria cultura operativa, flussi specifici e KPI che non possono essere ridotti a un modello “one size fits all”. Il vero costo nascosto delle piattaforme globali non è solo economico: è la rinuncia alla personalizzazione profonda, al controllo dei processi e alla possibilità di costruire un’esperienza cliente davvero coerente con il proprio business.

Il modello “one size fits all” ha un difetto strutturale: non esiste una taglia che veste tutti bene.

Il valore del sartoriale

Da qui nasce la nostra visione: il futuro della Customer Experience non sarà necessariamente della piattaforma più globale, ma di quella più adatta.

Come un abito su misura, una soluzione di CX efficace deve essere costruita intorno all’organizzazione che la adotta: deve seguire i processi dell’azienda, comprenderne il settore, valorizzarne le specificità e adattarsi alla sua evoluzione.

È questo l’approccio che Base Digitale porta avanti forte di una storia trentennale nella Customer Experience italiana. Un percorso fatto di software proprietario, competenze verticali e conoscenza concreta dei processi delle imprese italiane.

AI by design, not by default

Durante l’intervento abbiamo raccontato anche il nostro modo di integrare l’intelligenza artificiale nei progetti di Customer Experience.

Per noi l’AI non è una funzionalità aggiunta a posteriori, né un’etichetta da applicare a una piattaforma esistente. È una componente progettata insieme al cliente, integrata nei touchpoint reali e misurata su risultati concreti.

Lo chiamiamo AI by design, not by default: un’intelligenza artificiale pensata a partire dal contesto, dai processi, dai canali e dagli obiettivi di business. Un’AI che supporta gli operatori, amplifica il valore umano e rende più efficiente la relazione con il cliente, senza perdere il controllo sull’esperienza.

Sovranità digitale come vantaggio competitivo

Uno dei temi centrali dello speech è stato quello della sovranità digitale: non un’ideologia, ma una questione pratica, urgente e misurabile, ormai entrata nelle agende dei CIO e dei consigli di amministrazione delle aziende europee.

L’Europa si sta interrogando con sempre maggiore consapevolezza su autonomia tecnologica, controllo delle infrastrutture e dipendenza da piattaforme extraeuropee. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso all’Università di Salamanca:

“Prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte. È la strada che l’Europa può e deve percorrere.”

Questa riflessione non riguarda solo la politica o la geopolitica. Riguarda anche le scelte tecnologiche delle imprese.

Oggi scegliere dove risiedono i dati, quali regole governano le piattaforme e chi controlla la roadmap tecnologica non è più una questione astratta. È una decisione strategica.

Per chi gestisce la Customer Experience, sovranità digitale significa sapere dove vengono trattati i dati dei clienti: conversazioni, profili, comportamenti — e avere la certezza che siano governati da un quadro normativo coerente con quello dell’azienda: GDPR, regole di settore, Codice del Consumo e normative europee sulla gestione dei dati.

Significa anche considerare con attenzione i rischi giuridici e operativi legati all’utilizzo di piattaforme soggette a giurisdizioni extraeuropee. È il caso, ad esempio, del Cloud Act americano, che può consentire alle autorità statunitensi di richiedere l’accesso a dati gestiti da aziende americane, anche quando conservati fisicamente fuori dagli Stati Uniti.

È un tema che Arthur Mensch, cofondatore di Mistral AI, ha sintetizzato con grande chiarezza sulle pagine del Corriere della Sera:

“L’Europa non deve diventare una colonia dell’intelligenza artificiale, perché altrimenti la nostra industria funzionerà su una infrastruttura disattivabile in ogni momento se gli Stati Uniti lo decidono.”

In questo scenario, scegliere un vendor italiano ed europeo non è un atto di campanilismo. È una scelta razionale di risk management, continuità operativa e competitività.

Il mercato lo sta capendo. Fino a ieri dovevamo spiegare perché sovranità digitale, prossimità e controllo fossero temi strategici. Oggi capita sempre più spesso che siano i clienti stessi a porci una domanda molto concreta: come possiamo dipendere meno dai vendor americani?

È qui che il modello europeo e sartoriale di Base Digitale assume tutto il suo valore: soluzioni vicine, controllabili e progettate intorno ai processi reali delle aziende. Perché non siamo un piano B. Siamo la strategia.

Compliance europea: da vincolo a criterio progettuale

Anche il quadro normativo europeo va letto in questa prospettiva. L’AI Act e il Data Governance Act introducono regole destinate a incidere sempre di più sul modo in cui le imprese progettano, adottano e governano soluzioni basate su intelligenza artificiale e dati.

Per chi opera nella Customer Experience, questo significa affrontare temi come trasparenza, tracciabilità, supervisione umana, gestione dei dati e responsabilità nell’utilizzo dell’AI. In particolare, alcuni casi d’uso in settori regolati come finance, utilities, sanità e pubblica amministrazione possono richiedere livelli più elevati di controllo e conformità.

Per le aziende italiane ed europee, la domanda diventa molto concreta: il mio vendor AI è soggetto alle stesse regole a cui sono soggetto io?

Scegliere un partner tecnologico europeo, con dati trattati all’interno dell’UE e una roadmap costruita in coerenza con le normative vigenti, non è solo una questione di valori. È una risposta pragmatica a un contesto regolatorio sempre più rilevante.

Per Base Digitale, la compliance non è un adempimento aggiuntivo: è parte integrante del modo in cui progettiamo le nostre soluzioni. Perché un’AI davvero “by design” non può prescindere dal contesto in cui opera.

Il futuro della CX è locale, integrato, intelligente

La nostra visione è chiara: la Customer Experience del futuro sarà sempre più locale, integrata e intelligente.

  • Locale, perché dovrà parlare la lingua del cliente, del settore e dei processi aziendali.
  • Integrata, perché l’AI dovrà vivere nativamente nei canali voce e digitali.
  • Intelligente, perché dovrà saper combinare automazione, modelli verticali e valore umano.

In ambiti come finance, utilities, servizi, sanità e pubblica amministrazione, non basta una tecnologia generica. Servono soluzioni capaci di comprendere il dominio, rispettare le regole e adattarsi alle esigenze specifiche di ogni organizzazione.

 

Una scelta di prossimità, fiducia e controllo

Ad AI Week 2026 abbiamo voluto portare un messaggio semplice: la partita della Customer Experience non si gioca più solo sulla scala globale. Si gioca su ciò che i grandi player internazionali faticano a replicare: prossimità, fiducia, personalizzazione e sovranità.

Essere sartoriali per scelta significa questo: costruire soluzioni su misura, progettate intorno alle aziende e ai loro clienti, con una visione europea, concreta e di lungo periodo.

Il futuro della Customer Experience si costruisce su misura. E si costruisce qui.

Sartoriale per scelta
Leonardo Bassilichi su Milano Finanza
L’Intelligenza Artificiale nell’Asset Management
Il Bosco di Base Digitale prende vita